obiettivo primario per quest'anno sarà ricostruire il Consiglio dell'Oratorio

 

1. il progetto educativo del nostro Oratorio 

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2. il programma per l'anno 2009-2010

 

 

1. Progetto Educativo

Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: “Ecco l’agnello di Dio! ”. E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: “Che cercate? ”. Gli risposero: “Rabbì (che significa maestro), dove abiti? ”. Disse loro: “Venite e vedrete”. Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.

Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: “Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)” e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: “Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)”.

Dal Vangelo di Giovanni, 1, 35-42

Nella vicenda di tutti i dodici, e in tutti gli altri volti incontrati da Cristo, risalta con chiarezza quale sia la pedagogia che occorre seguire nell’incontro con Gesù, pedagogia che resta valida sempre.

Incontrare Cristo significa iniziare a vivere stabilmente in sua compagnia (“vieni e seguimi”) in una sequela che tende a coinvolgere tutta l’esistenza, è un progetto che ha bisogno di tutta la vita. E’ da quando cominciarono questi incontri e questa compagnia che esiste la Chiesa.

E la Chiesa esiste affinché gli incontri continuino ad accadere.

Nella comunità cristiana, dunque, vivono “uomini incontrati” che a loro volta hanno il compito di “trasmettere l’incontro” ininterrottamente, dai primi discepoli fino ai giorni nostri.

La fede cristiana comincia sempre con un incontro (il bambino viene battezzato solo perché i genitori promettono di garantirgli l’incontro con Cristo con le loro stesse persone).

E una comunità cristiana è vera se in essa l’incontro con Cristo, in tutte le maniere possibili, è sempre celebrato e offerto.

L’incontro con Cristo non è mai un fenomeno passeggero.

Comincia “in un giorno e in un luogo” che la grazia di Dio ha prestabiliti, ma poi esige un “fermarsi”, un abituarsi a Cristo, un familiarizzarsi con Lui e con tutto ciò che è suo.

Solo così può crescere la comprensione delle sue parole, delle sue opere, e infine della sua persona.

La Chiesa e la comunità cristiana sono appunto questo, il luogo del nostro “fermarci”, per dare all’incontro tutto il suo spessore e tutta la sua storia.

Due convinzioni acquisite strada facendo:

* “Quello che fai agli altri lo fai a Gesù” (Vangelo di Matteo capitolo 25)

* Occorre essere “poveri in spirito” per poter dialogare con tutti coloro che hanno un rapporto ragionevole con Dio a partire dalle esigenzedi verità, bellezza, giustizia e felicità.

 

 

2. il progarmma per quest'anno

“(1), ness(1), (100)mila”